L’Infodemia ai tempi del Coronavirus: come riconoscere le Fake News (ed evitarle)

di Filippo

In questi giorni non si parla d’altro che del coronavirus, COVID-19 per gli addetti ai lavori. Questo post non vuole soffermarsi a parlare dei rischi per la salute derivati dall’infezione (Digicultura non è un blog di medicina ma parliamo di Digital Marketing) ma voglio personalmente analizzare da spettatore un fenomeno che di certo aiuta ben poco ad affrontare questa situazione: l’Infodemia.

Il termine “Infodemia” (neologismo adottato anche dall’OMS) indica “quell’abbondanza di informazioni, alcune accurate e altre no, che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno”.

In questi giorni stiamo vivendo una situazione di panico incontrollato che spinge le persone a svuotare i supermercati, prendere d’assedio le farmacie, e trovare ricette fai-da-te per produrre in casa disinfettanti per le mani. Questi fenomeni se coadiuvati da una buona dose di disinformazione possono comportare allarmismi inutili, e rischi per la salute: personalmente ho visto online ricette per fare disinfettanti per le mani da fare con la candeggina (sostanza non di certo salutare per la pelle e pericolosa se utilizzata fuori dagli scopi indicati).

Le origini del problema.

La disinformazione può diffondere inutili paure. Durante l’epidemia di Ebola del 2014, le voci sulla malattia hanno portato a una situazione di panico, con molte persone che acquistavano kit di protezione dal virus online. Questi contenevano tute e maschere per il viso, che erano ben poco utili per la protezione contro la malattia.

Come abbiamo modo di vedere anche con il coronavirus, la disinformazione può generare colpe e discriminazione nei confronti degli infetti e dei colpiti dal virus, nonchè nei riguardi dei cinesi. Dall’inizio dell’epidemia, infatti, si sono verificati dei casi di uso di linguaggio discriminatorio nei confronti di persone originarie della Cina. Girando per le strade infatti, ho potuto constatare che tutti i negozi gestiti dai Cinesi erano quasi deserti.

La disinformazione può, inoltre, deviare la coscienza delle persone che potrebbero smettere di informarsi sui canali istituzionali sulla salute pubblica, e in casi estremi, le persone possono anche disconoscere l’esistenza della malattia con la conseguenza di ignorare le misure precauzionali consigliate dagli esperti della sanità pubblica. Il pubblico potrebbe anche annoiarsi e cadere in confusione a causa della grande quantità di informazioni là fuori.

Metodi di Trasmissione

Internet è un prezioso alleato per la lotta alle malattie infettive. Messaggi accurati sulla malattia e su come proteggere se stessi e gli altri possono essere distribuite in maniera immediata ed accessibile a tutti.

Di contro un inaccurata informazione viaggia molto velocemente online. Gli utenti possono trovarsi in siti, pagine e gruppi sui social media che diffondono messaggi errati, cospiratori, o contro le istituzioni che si fanno carico di fronteggiare la crisi.

L’Infodemia continua anche fuori da internet, alimentando il passaparola popolare. Ad esempio nei Bar in questi giorni non si parla d’altro, e in generale sta diventando anche un argomento per rompere il ghiaccio con persone sconosciute. I precedenti episodi (vedi Ebola Virus), dimostrano alle autorità il bisogno di rispondere in modo efficace alla disinformazione, rimanendo consapevoli che non tutti crederanno ai canali informativi ufficiali.

Rispondere all’Infodemia

La settimana scorsa è stata diffusa un rumor che sosteneva che il coronavirus fosse stato trasmesso attraverso nuvole infettive che le persone potevano inalare.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha prontamente smentito queste dicerie, e il Direttore del Global Infectious Hazard Preparedness, Sylvie Briand, ha spiegato:

Attualmente il virus è trasmissibile attraverso goccioline di liquido organico (ad esempio la saliva) ed è necessario uno stretto contatto per essere infettati.

Questo semplice intervento ha dimostrato come una risposta tempestiva può essere efficace. Ma purtroppo, non ha convinto proprio tutti.

I messaggi ufficiali devono essere chiari e consistenti per evitare confusione e sovraccarico di informazioni. Inoltre, la coordinazione di tutte le operazioni utili al contrasto della disinformazione può essere difficoltosa, come si è visto in queste ultime settimane.

Le autorità sanitarie dovrebbero continuare a diffondere e ribadire i messaggi chiave, come l’ importanza di lavarsi regolarmente le mani. Si tratta di una misura semplice ed efficace che aiuta le persone a sentirsi in controllo della propria protezione. Purtroppo anche queste regole base possono perdersi nel marasma di informazioni che ci sta colpendo in questo periodo.

Una delle più grandi sfide che le autorità si trovano ad affrontare è la popolarità di fake news o notizie molto arricchite di allarmismi, sensazionalismi e teorie cospirative. Purtroppo le bacheche dei social (Facebook in particolar modo) sono invase da post provenienti da fonti poco affidabili (tra le più diffuse forme abbiamo i cosidetti “blog acchiappaclick” che hanno la malsana abitudine di storpiare la realtà per creare contenuti che portino il più alto traffico possibile e che possa aumentare i guadagni derivanti dai circuiti pubblicitari tramite banner e altre forme pubblicitarie all’interno degli articoli stessi), e ultimo ma non per importanza il passaparola generato dalla rabbia di chi si è informato in maniera superficiale che aumenta l’autorevolezza delle fake news all’interno del network di amicizie di chi le condivide.

Come riconoscere una Notizia Vera da una Fake News

Esiste un decalogo da seguire per poter prendere coscienza e valutare la qualità delle informazioni che ci scorrono davanti i nostri occhi. Facebook stessa ci fornisce il suo decalogo per verificare l’affidabilità di una notizia. Comunque sia cercherò di riassumervi in poche parole quali sono i passi da seguire per riconoscere una notizia come Real o Fake:

Titoli

Le fake news fanno leva su titoli esagerati e altisonanti, scritti spesso in maiuscolo e con eccessivo uso di punteggiatura e talvolta arricchiti con troppe emoji. Spesso le fonti di basso livello usano questi trucchetti per attirare il click del mouse o il tap sullo schermo.

URL

L’URL è, in parole povere, l’indirizzo web in cui si trova un determinato sito, pagina, o post di un blog. Spesso questi siti tendono a storpiare in maniera molto subdola i nomi di grandi testate ingannando l’utente. Uno dei casi più eclatanti era un sito chiamato “Il Fatto Quotidaino” che gioca con l’inversione di due lettere traendo in errore anche i lettori più attenti. Vien da se che sono da evitare come la peste anche quei siti con un indirizzo come ad esempio “www.quellochenontidicono.telodiciamonoi.it”

Immagini

Anche le immagini, come i titoli, vengono ideate per catturare l’attenzione dell’utente Infatti queste immagini possono contenere foto e video ritoccati, altre volte invece e immagini possono essere autentiche ma fuori contesto. Possiamo utilizzare il sito TinEye per verificar l’origine di un immagine.

Formattazione ed Errori

Gli errori capitano a tutti, ma i siti che diffondono fake news sono spesso pieni di errori di battitura o hanno formattazioni di testo anomale. Se il contenuto che stai leggendo presenta questi due elementi, meglio farsi venire qualche dubbio prima di condividerlo.

Fonti

Anche se il tempo a disposizione non è tanto, assicurati che la notizia provenga da una fonte di cui ti fidi e o da un sito attendibile. Se la notizia viene riportata da un’organizzazione che non conosci e, soprattutto, se è l’unica a riportarla, dubita. Visita la sezione “informazioni” della pagina, così almeno da avere un’idea di chi c’è dietro.

Date

Controlla la data di pubblicazione della notizia, spesso potrebbe essere vecchia e riproposta con il solo intento di acchiappare qualche like sui social. Anche le date riportate all’interno del contenuto (come quelle degli avvenimenti, per esempio) potrebbero essere sbagliate e la loro cronologia potrebbe non avere alcun senso.

Testimonianze

Verifica le fonti e assicurati che siano attendibili. Se si fa riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome o se mancano le prove, probabilmente si tratta di una notizia falsa.

Altre Fonti

Una notizia vera viene sempre riportata da più di una fonte. Questo significa che se nessun altro sito riporta la stessa notizia, probabilmente siamo davanti a un falso. Se la notizia è stata ripresa da diversi siti che ritieni attendibili, allora è più probabile che sia vera.

Stanno scherzando?

Esiste una serie di siti satirici che pubblicano notizie false, al solo scopo di far divertire. Anche se a volte può risultare difficile distinguerle dalle notizie vere, è bene almeno porsi delle domande. Controlla la fonte e verifica che non sia già nota per le sue parodie. 

Intenzionalmente False

Attenzione perché alcune notizie sono intenzionalmente false. Utilizza le capacità critiche quando leggi le notizie e condividile sono se non hai dubbi sulla loro veridicità.

La Censura non è la soluzione definitiva

Anche se censurare una notizia pericolosamente fuorviante può limitare la sua diffusione, questo potrebbe (per assurdo) renderla popolare. Di contro nascondere notizie allarmanti o troppo rassicuranti possono lasciare le persone in un paradosso ideologico. In questo mondo rimpinzato di informazioni diversificate in forma, linguaggio, e opinioni la scelta più intelligente è sempre quella di consultare i contenuti in modo distaccato e coltivare una opinione personale a riguardo senza distorcere la realtà dei fatti. Questo consiglio deve essere il primo comandamento della vita moderna.

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