Cosa sono i “Blind Spots” mentali e perchè ti tengono bloccato nella vita

di Filippo

Blind Spot in Inglese significa Punto Cieco, e in psicologia, sono quei momenti della vita che sembra non abbiano senso. Albert Einstein una volta disse che “la follia è fare la stessa cosa più e più volte e aspettarsi risultati diversi”. Questa frase, detta nei confronti di altre persone potrebbe risultare quasi divertente, ma se riflettiamo bene possiamo ritrovarci noi stessi in questa medesima situazione! Non ci trovi nulla di divertente adesso, vero? L’ho fatto anch’io, fidati!

Condividiamo 3 esempi di comportamenti apparentemente paradossali di persone che ho incontrato nella mia vita. Ovviamente i nomi sono del tutto casuali per motivi di privacy.

  • Tommaso si lamenta di come non ha mai avuto soldi e poi procedere ad acquistare per l’ennesima volta quelle cavolate inutili su amazon.
  • Beatrice mi dice che non ci sono più gli uomini di una volta. Tuttavia, qualche settimana dopo, mi racconta di aver riso in modo civettuolo quando un ragazzo stava prendendo in giro altre persone alla festa, e che ora la sta prendendo in giro per la sua risata e altre caratteristiche fisiche.
  • Alessia, un’imprenditrice, spende 3000 euro per un corso di marketing ma poi continua a chiedere cifre modiche per i suoi servizi e non raggiunge mai i nuovi clienti che ha attirato con i metodi di marketing imparati grazie al corso.

Apparentemente queste persone sembrano “pazze” secondo la teoria di Einstein. Ma come ho potuto constatare nella mia esperienza di coaching, queste non sono storie “atipiche”. Infatti, ho visto questo comportamento che potrebbe sembrare contraddittorio, in amici, familiare, colleghi, studenti, clienti, e così tante altre persone che non può essere considerata semplice follia. È davvero una condizione umana.

Allora, cosa diamine sta succedendo alle persone?

Le cose diventano più chiare quando si scava sotto la superficie. Ci sono in realtà due comportamenti diversi che lavorano in questi casi. Uno, il subconscio, sta agendo su paure vissute anni prima, spesso nell’infanzia. Questi comportamenti subconsci e le paure sottostanti vengono mantenuti per tutta la vita, a meno che non vengano affrontati in età adulta. Questi modelli sono i famosi blind spots (punti ciechi) mentali delle persone.

L’ altro comportamento si basa su ciò che il nostro cervello cosciente razionale guarda. Interpreta ciò che vede o non vede nel momento presente e arriva a una conclusione basata sulla ragione.

Adesso, torniamo ai nostri amici e rivediamo i 3 casi sotto queste due differenti prospettive:

  • Tommaso è cresciuto vedendo i suoi genitori vivere costantemente con i debiti delle carte di credito per anni e lamentarsene ogni giorno. Mi ha confidato che aveva seriamente paura di finire per strada. Da bambino, comprare qualcosa lo distraeva temporaneamente dalla sua più grande paura. Il cervello cosciente di Tommaso non vede quello che vede il cervello subconscio e razionalizza la sua spesa eccessiva dicendo: “Perchè non dovrei godermi anch’io la mia vita?”
  • Beatrice spesso non era neanche “vista” nella sua famiglia di sei fratelli e crebbe credendo di non essere amabile. Ha notato che quando usciva con qualcuno, quella paura si attenuava per un breve tempo. Così, ha inconsciamente abbassato i suoi standard per gli uomini che cercava, perchè qualsiasi relazione era meglio che rimanere sola, o così pensava. Il cervello logico cosciente di Beatrice continua a razionalizzare o giustificare il “cattivo comportamento” all’inizio delle sue relazioni. Dice cose come: non mi dedica tempo perchè è sotto pressione con il lavoro.
  • Alessia è stata profondamente colpita dai continui litigi e dal divorzio dei suoi genitori quando aveva sette anni. Si sentiva responsabile del loro divorzio e credeva di non essere brava come in realtà lo era. Notò che quando faceva delle cose per suo padre, lui prestava poca attenzione. Così è diventata la “pleaser” della famiglia. È cresciuta inconsciamente sentendosi indegna quando non rendeva felice qualcun’altro. Questo si è trasmesso nelle sue relazioni di affari, in quanto lei si sforza troppo, e si svaluta con i suoi clienti. D’altra parte, il suo cervello cosciente le dice che deve trattare bene i suoi clienti o le faranno cattiva pubblicità.

Quindi, ora che hai capito come spiegare il comportamento apparentemente contraddittorio, come fai a conciliare queste due prospettive radicalmente diverse? Cosa potete fare quando vi bloccate e vi imbattete in un modello che non riuscite a scuotere?

C’è un nuovo modo di affrontare queste sfide nella vita. Io lo chiamo il modo del nostro “Vero Sé”. Il “Vero Sé” è quello in cui vi trovate quando vi sentite in pace interiore, o pienamente impegnati, oppure quando siete pienamente in flow. Il Vero Sé vede i propri punti di forza e le proprie debolezze e accetta tutto amando la totalità di se stesso. È capace di essere abbastanza aperto e vulnerabile da ammetterli. È curioso e si connette bene con gli altri. È la vostra versione di voi stessi più equilibrata. Tutti hanno dei momenti in cui sono nel loro vero sé. Ci vuole pratica per imparare a entrare in questo stato quando lo vogliamo noi.

“Tutto può essere tolto a un uomo, tranne l’ultima delle libertà umane: scegliere i propri atteggiamenti in ogni dato insieme di circostanze”.

Viktor Frankl

Ora osserviamo come il vero sé si avvicinerebbe a ciascuna delle situazioni di cui abbiamo parlato prima:

  • Il vero sé di Tommaso comprende le sue paure inconsce e agisce responsabilmente. Per divertirsi, va in bicicletta, ma inizia anche a programmare il pagamento dei suoi debiti.
  • Il vero sé di Beatrice apprezza le sue paure inconsce e comincia ad amare il suo fanciullo ferito interiore che si sente poco amabile. Inoltre, inizia a guardare le azioni che gli uomini compiono all’inizio della relazione e a supporre che quest’ultime lo rappresentino veramente.
  • Il vero sé di Alessia comprende la parte di Pleaser e si allinea ad essa iniziando a compiacere prima se stessa e poi gli altri. Ora, non solo soddisfa i suoi clienti in modo giusto, ma soddisfa se stessa e fa crescere il suo business.

Per molte persone, può essere una rivelazione capire finalmente perchè si continua a fare lo stesso errore ripetutamente o ci si scontra contro un muro di mattoni e non si riesce a portare il proprio business a un livello successivo. No, non siete pazzi. E no, non siete neanche soli. La maggior parte delle persone eseguono una sorta di modello di “autosabotaggio” nella loro vita e la maggior parte di queste persone non riescono nemmeno a vederlo. Spesso è difficile vedere i propri schemi subconsci. È come cercare di guardare la propria schiena.

Quando inizi ad allineare le tue credenze e i tuoi comportamenti consci e subconsci, la tua vita e il tuo business inizieranno ad avere un senso. Ti sentireai come se ti stessi svegliando da uno stato semi-comatoso. Ti sentirai più pieno di energia e connesso con gli altri. Prenderai anche decisione in maniera più veloce perchè sarai più concentrato e più risoluto su ciò che vuoi veramente. Ti sbloccherai e comincerai a fare veri progressi, forse nella prima volta nella tua vita. E questa sarà probabilmente la cosa più sana che potresti fare.

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